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Un certo numero di messaggi provenienti dal Mondo degli Spiriti suggeriscono che non c'è sofferenza durante un incidente mortale, anche se coloro che pensano a se stessi come fatti del solo corpo fisico, sarebbero in grado di "percepire" il dolore attraverso l'anima, perché non si rendono conto di esser "morti". Il noto autore Victor Hugo rimase convinto dell'esistenza del Mondo
Spirituale grazie ad una comunicazione medianica ricevuta il 9 Dicembre 1853 da André Chénier, famoso poeta francese, che era stato giustiziato sulla ghigliottina il 25 luglio 1794. Chénier scrisse il resto della poesia su cui stava lavorando poco prima della sua esecuzione, grazie ai colpi dati sul tavolino del medium, esprimendosi con lo stesso stile di quando era vivo. Sebbene alcuni critici siano di parere contrario, ritenendo che la
composizione poetica fosse più nello stile di Victor Hugo, si è poi
appurato che egli non era presente a quella seduta particolare, infatti Chénier trasmise successivamente altre nuove poesie nel suo inconfondibile
stile. Chénier raccontò anche i suoi ultimi momenti sulla terra, di quando vide il lugubre canestro posto sotto il suo capo, riempito per metà del sangue di quelli che erano stati decapitati prima di lui per poi, all'improvviso, sentire un terrificante cigolìo sopra il suo collo.
Ebbe la netta sensazione della sua testa che cadeva nel lurido cestello e poi si ritrovò molto al di sopra del suo corpo decapitato, un'anima avvolta in una sorta di guaina diafana. Poi percepì la presenza di sua madre e della sua amante ed osservò una linea
luminosa che separava la testa dal tronco. "La morte mi apparve contemporaneamente sulla terra e nel cielo, mentre il mio corpo, trasfigurato dalla tomba, si immergeva in profondità nelle beatitudini dell'eternità. Vidi, ad una distanza immensa sotto di me, le mie spoglie mortali che il boia stava lanciando ai vermi, la mia testa rotolare nel fango, la mia ferita da cui ancora sgorgava il sangue, la lama della ghigliottina che veniva lavata, il mio scalpo appeso in cima ad un bastone e sentii il mio nome maledetto dalla folla...."
Dato che Chénier non parla chiaramente del dolore fisico, si potrebbe dedurre che egli non ne provò affatto. Il pionieristico ricercatore psichico francese Allan Kardec chiese ad uno Spirito se si mantenga la coscienza dopo la decapitazione. Questa fu la sua risposta:
"Sì,per qualche minuto, fino a quando la vita organica del corpo non si è completamente estinta, ma spesso la paura della morte provoca la perdita della coscienza prima del momento dell' esecuzione."
Sulla base di altre comunicazioni, Kardec ha spiegato che: "in tutti i casi in cui la morte avviene a seguito di violenza, e non deriva da una graduale perdita delle forze vitali, i
legami che uniscono il corpo al perispirito sono più tenaci e la separazione avviene più lentamente."Kardec e altri affermano che più si è evoluti spiritualmente, più veloce è la separazione.
Nel comunicare attraverso Nina Merrington, una Medium Sudafricana, Mike
Swain, morto in un incidente d'auto, ha detto a suo padre, l'avvocato Jasper Swain, che aveva lasciato il suo corpo un istante prima che le vetture si fossero effettivamente scontrate.
Heather, sorella minore della sua fidanzata, era rimasta uccisa con lui nell'incidente.
Come riferito nel suo libro del 1974, On the Death of My Son (In morte di mio Figlio), Mike gli ha fatto sapere di essere stato accecato dal bagliore del sole riflesso sul parabrezza della macchina proveniente in senso opposto.
"Tutto d'un tratto, la luce è cambiata da argentea a dorata . Sono stato sollevato in aria, attraverso la parte superiore dell'auto, allora afferrai la manina di Heather.
Anche lei era stata catapultata fuori dalla macchina."
Quando si trovarono a circa 30 metri al di sopra della macchina, furono testimoni della collisione avvenuta sotto di loro e Mike sentì uno schiocco simile alla rottura delle
corde d'acciaio d'un banjo. Il tutto avvenne senza aver sofferto alcun dolore.
Ci sono un certo numero di altre comunicazioni che suggeriscono che si lascia il corpo fisico prima della morte violenta, che viene quindi vissuta senza provare dolore. Nel suo intrigante libro del 2011, 'The Survival of the Soul' (La sopravvivenza dell'anima), Lisa Williams, una Medium odierna molto conosciuta, cita le parole del suo Spirito-Guida, Ben, sull'argomento.
Ben le ha detto che quando una persona sta per morire in circostanze violente, il gruppo di Spiriti a cui appartiene lo sa in anticipo, anche se non conosce il momento esatto, pertanto, devono tenersi pronti a raccogliere l'anima quando salta fuori dal corpo, prima che qualsiasi trauma o shock possa danneggiarne il corpo fisico, motivo per cui molti abitanti dei Livelli Superiori dicono di non aver sentito nulla al momento di un fatale incidente. Ben ha inoltre spiegato che l'anima si distacca in anticipo per proteggersi dal dolore. La Williams racconta di una seduta in cui una persona di nome Chris è venuta a comunicare con la madre. Chris era morto in un incidente con la moto e disse a sua madre che, dopo che il suo corpo era volato via e si stava dirigendo verso una parete rocciosa, lui si stava istintivamente preparando all'impatto,quando venne "tirato fuori" dal suo corpo.
Ha quindi osservato cosa fosse successo dall'alto.
Nel suo libro del 1973,Peter’s Gate,la medium Jane Sherwood riferisce quanto comunicato da un uomo deceduto in un incidente motociclistico. L'uomo, che aveva adottato una visione nichilistica della vita le ha detto:"La strada grigia mi è rapidamente venuta incontro ed un colpo dirompente
mi ha messo fuori combattimento. Mi sembrò che un tempo incommensurabile
passasse prima di risvegliarmi, senza che provassi nessun dolore. Poi ho aperto
gli occhi con un moto di sorpresa, perché da qualche parte nella mia mente
c'era la convinzione che non potevo né muovermi né vedere, ma l'incubo era
cessato ed ho aperto gli occhi per non veder alcuna benda . Ho alzato una
mano per toccarmi la testa e mi sentii rassicurato. L'ultima mezz'ora
precedente lo schianto si era trasformata in un passato nebuloso ed ho
visto e contemplato i lontani bordi della strada vorticare nel passato,il
cielo grigio e la siepi primaverili che diventavano sempre più sfocate.
C'era stato un incidente di cui ero stato vittima e quindi avrei dovuto
essere in un letto, da qualche parte, forse in un ospedale. "
A prima vista, il caso di cui sopra sembra entrare in conflitto con le comunicazioni che suggeriscono che un agnostico potrebbe "sentire" il dolore, ma vorremmo sottolineare il fatto che una visione nichilista non significa necessariamente che quella persona manchi di qualità spirituali.Avrebbe potuto essere una persona moralmente giusta, che semplicemente non credeva nella sopravvivenza.
In un libro del 1922, Our Joe(Il nostro Joe), l' autore Charles S. Mundell racconta delle comunicazioni avuta da suo fratello Joe, ucciso durante un incidente di caccia in California.
Joe raccontò di aver poggiato il suo fucile contro una gamba per arrotolarsi una sigaretta e che, mentre cercava un fiammifero, l'arma gli era caduta a terra sì che partì un colpo. Non ricordava nient'altro, finché non si svegliò in braccio alla nonna defunta. Anche lui non riferì alcun dolore.
Nel suo libro Tell My Mother I’m Not Dead (Dite a mia madre che non sono morto),Trevor Hamilton, racconta delle comunicazioni provenienti da suo figlio, Ralph, ucciso in un incidente d'auto nel 2002. «Nessun dolore. Il corpo sentiva dolore, ma l'avevo lasciato. Lui era stato jammy..! "
Non capendo il significato della parola "jammy", ho chiesto lumi ad Hamilton ed egli mi ha spiegato che in inglese gergale significa "fortunato", una parola che Ralph usava spesso con i suoi compagni. Ma Hamilton riconosce freddamente che non vi è nulla di probatorio in tali informazioni che potrebbero essere solo una forma di autoconsolazione. D'altra parte, Hamilton dà peso alla coerenza di un gran numero di comunicazioni post-mortem, facendo riferimento ai casi citati dal Dr. Robert Crookall nel suo libro,del '61, The Supreme Adventure.(L'avventura suprema).
Oltre alle comunicazioni ricevute dall'Oltre, Crookall cita i casi di persone cadute nelle fauci della morte, ma che sono sopravvissute, come David Livingstone, che venne attaccato da un leone: "Mi scosse come un gatto fa col topo causandomi una sorta di stato sognante in cui non c'era alcun senso di dolore o di terrore, anche se ero consapevole di tutto ciò che mi succedeva.
Il dolore è cominciato solo più tardi. "
Crookall ha teorizzato che il violento trauma aveva causato una esteriorizzazione dell'anima dal corpo e quindi una perdita di ogni sensazione fisica. Crookall cita inoltre un caso che suona molto come l'esperienza di Mike Swain di cui sopra, salvo il fatto che questa persona è sopravvissuta: "Una vettura in cui ero uno dei passeggeri sembrava sul punto di avere
una collisione frontale ...sentivo di essere staccato dal mio corpo. Ho avuto la strana impressione che una parte di me fosse a parecchi metri di distanza dalle vetture a guardare, con molta calma e obiettività, tutto ciò che stava accadendo, compresa la parte corporeo di me stesso, che era
ancora seduta in una delle auto... Non m'importava nulla che il mio corpo stava probabilmente per essere fatto a pezzi; la morte era senza importanza, ed era evidente che si trattava di qualcosa che sarebbe potuta accadere ad una parte del tutto insignificante della mia natura totale "
Un medico che è sopravvissuto a un incidente aereo ha riferito: "Nel momento in cui diventa evidente che un incidente è inevitabile si perde ogni apprensione."
Il medico ha ricordato una "piacevole consapevolezza" mentre guardava il suo corpo precipitare a circa 200 metri più in basso.
L'alpinista A.C. Benson ha detto di essere caduto in un crepaccio durante una
scalata sulle Alpi: "Il mio primo sentimento fu di divertimento. Ero appeso sopra un immenso baratro ... Hanno tentato di tirarmi fuori, ma non ci riuscivano. Ero certo della morte.
Rimasi appeso così per venti minuti e per tutto quel tempo non ho provato un solo pensiero di paura, anche se lentamente venivo strangolato dalla corda. "
Benson ha confessato d'aver provato una forte delusione per essere stato salvato.
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composizione poetica fosse più nello stile di Victor Hugo, si è poi
appurato che egli non era presente a quella seduta particolare, infatti Chénier trasmise successivamente altre nuove poesie nel suo inconfondibile
stile. Chénier raccontò anche i suoi ultimi momenti sulla terra, di quando vide il lugubre canestro posto sotto il suo capo, riempito per metà del sangue di quelli che erano stati decapitati prima di lui per poi, all'improvviso, sentire un terrificante cigolìo sopra il suo collo.
Ebbe la netta sensazione della sua testa che cadeva nel lurido cestello e poi si ritrovò molto al di sopra del suo corpo decapitato, un'anima avvolta in una sorta di guaina diafana. Poi percepì la presenza di sua madre e della sua amante ed osservò una linea
luminosa che separava la testa dal tronco. "La morte mi apparve contemporaneamente sulla terra e nel cielo, mentre il mio corpo, trasfigurato dalla tomba, si immergeva in profondità nelle beatitudini dell'eternità. Vidi, ad una distanza immensa sotto di me, le mie spoglie mortali che il boia stava lanciando ai vermi, la mia testa rotolare nel fango, la mia ferita da cui ancora sgorgava il sangue, la lama della ghigliottina che veniva lavata, il mio scalpo appeso in cima ad un bastone e sentii il mio nome maledetto dalla folla...."
Dato che Chénier non parla chiaramente del dolore fisico, si potrebbe dedurre che egli non ne provò affatto. Il pionieristico ricercatore psichico francese Allan Kardec chiese ad uno Spirito se si mantenga la coscienza dopo la decapitazione. Questa fu la sua risposta:
"Sì,per qualche minuto, fino a quando la vita organica del corpo non si è completamente estinta, ma spesso la paura della morte provoca la perdita della coscienza prima del momento dell' esecuzione."
Sulla base di altre comunicazioni, Kardec ha spiegato che: "in tutti i casi in cui la morte avviene a seguito di violenza, e non deriva da una graduale perdita delle forze vitali, i
legami che uniscono il corpo al perispirito sono più tenaci e la separazione avviene più lentamente."Kardec e altri affermano che più si è evoluti spiritualmente, più veloce è la separazione.
Nel comunicare attraverso Nina Merrington, una Medium Sudafricana, Mike
Swain, morto in un incidente d'auto, ha detto a suo padre, l'avvocato Jasper Swain, che aveva lasciato il suo corpo un istante prima che le vetture si fossero effettivamente scontrate.
Heather, sorella minore della sua fidanzata, era rimasta uccisa con lui nell'incidente.
Come riferito nel suo libro del 1974, On the Death of My Son (In morte di mio Figlio), Mike gli ha fatto sapere di essere stato accecato dal bagliore del sole riflesso sul parabrezza della macchina proveniente in senso opposto.
"Tutto d'un tratto, la luce è cambiata da argentea a dorata . Sono stato sollevato in aria, attraverso la parte superiore dell'auto, allora afferrai la manina di Heather.
Anche lei era stata catapultata fuori dalla macchina."
Quando si trovarono a circa 30 metri al di sopra della macchina, furono testimoni della collisione avvenuta sotto di loro e Mike sentì uno schiocco simile alla rottura delle
corde d'acciaio d'un banjo. Il tutto avvenne senza aver sofferto alcun dolore.
Ci sono un certo numero di altre comunicazioni che suggeriscono che si lascia il corpo fisico prima della morte violenta, che viene quindi vissuta senza provare dolore. Nel suo intrigante libro del 2011, 'The Survival of the Soul' (La sopravvivenza dell'anima), Lisa Williams, una Medium odierna molto conosciuta, cita le parole del suo Spirito-Guida, Ben, sull'argomento.
Ben le ha detto che quando una persona sta per morire in circostanze violente, il gruppo di Spiriti a cui appartiene lo sa in anticipo, anche se non conosce il momento esatto, pertanto, devono tenersi pronti a raccogliere l'anima quando salta fuori dal corpo, prima che qualsiasi trauma o shock possa danneggiarne il corpo fisico, motivo per cui molti abitanti dei Livelli Superiori dicono di non aver sentito nulla al momento di un fatale incidente. Ben ha inoltre spiegato che l'anima si distacca in anticipo per proteggersi dal dolore. La Williams racconta di una seduta in cui una persona di nome Chris è venuta a comunicare con la madre. Chris era morto in un incidente con la moto e disse a sua madre che, dopo che il suo corpo era volato via e si stava dirigendo verso una parete rocciosa, lui si stava istintivamente preparando all'impatto,quando venne "tirato fuori" dal suo corpo.
Ha quindi osservato cosa fosse successo dall'alto.
Nel suo libro del 1973,Peter’s Gate,la medium Jane Sherwood riferisce quanto comunicato da un uomo deceduto in un incidente motociclistico. L'uomo, che aveva adottato una visione nichilistica della vita le ha detto:"La strada grigia mi è rapidamente venuta incontro ed un colpo dirompente
mi ha messo fuori combattimento. Mi sembrò che un tempo incommensurabile
passasse prima di risvegliarmi, senza che provassi nessun dolore. Poi ho aperto
gli occhi con un moto di sorpresa, perché da qualche parte nella mia mente
c'era la convinzione che non potevo né muovermi né vedere, ma l'incubo era
cessato ed ho aperto gli occhi per non veder alcuna benda . Ho alzato una
mano per toccarmi la testa e mi sentii rassicurato. L'ultima mezz'ora
precedente lo schianto si era trasformata in un passato nebuloso ed ho
visto e contemplato i lontani bordi della strada vorticare nel passato,il
cielo grigio e la siepi primaverili che diventavano sempre più sfocate.
C'era stato un incidente di cui ero stato vittima e quindi avrei dovuto
essere in un letto, da qualche parte, forse in un ospedale. "
A prima vista, il caso di cui sopra sembra entrare in conflitto con le comunicazioni che suggeriscono che un agnostico potrebbe "sentire" il dolore, ma vorremmo sottolineare il fatto che una visione nichilista non significa necessariamente che quella persona manchi di qualità spirituali.Avrebbe potuto essere una persona moralmente giusta, che semplicemente non credeva nella sopravvivenza.
In un libro del 1922, Our Joe(Il nostro Joe), l' autore Charles S. Mundell racconta delle comunicazioni avuta da suo fratello Joe, ucciso durante un incidente di caccia in California.
Joe raccontò di aver poggiato il suo fucile contro una gamba per arrotolarsi una sigaretta e che, mentre cercava un fiammifero, l'arma gli era caduta a terra sì che partì un colpo. Non ricordava nient'altro, finché non si svegliò in braccio alla nonna defunta. Anche lui non riferì alcun dolore.
Nel suo libro Tell My Mother I’m Not Dead (Dite a mia madre che non sono morto),Trevor Hamilton, racconta delle comunicazioni provenienti da suo figlio, Ralph, ucciso in un incidente d'auto nel 2002. «Nessun dolore. Il corpo sentiva dolore, ma l'avevo lasciato. Lui era stato jammy..! "
Non capendo il significato della parola "jammy", ho chiesto lumi ad Hamilton ed egli mi ha spiegato che in inglese gergale significa "fortunato", una parola che Ralph usava spesso con i suoi compagni. Ma Hamilton riconosce freddamente che non vi è nulla di probatorio in tali informazioni che potrebbero essere solo una forma di autoconsolazione. D'altra parte, Hamilton dà peso alla coerenza di un gran numero di comunicazioni post-mortem, facendo riferimento ai casi citati dal Dr. Robert Crookall nel suo libro,del '61, The Supreme Adventure.(L'avventura suprema).
Oltre alle comunicazioni ricevute dall'Oltre, Crookall cita i casi di persone cadute nelle fauci della morte, ma che sono sopravvissute, come David Livingstone, che venne attaccato da un leone: "Mi scosse come un gatto fa col topo causandomi una sorta di stato sognante in cui non c'era alcun senso di dolore o di terrore, anche se ero consapevole di tutto ciò che mi succedeva.
Il dolore è cominciato solo più tardi. "
Crookall ha teorizzato che il violento trauma aveva causato una esteriorizzazione dell'anima dal corpo e quindi una perdita di ogni sensazione fisica. Crookall cita inoltre un caso che suona molto come l'esperienza di Mike Swain di cui sopra, salvo il fatto che questa persona è sopravvissuta: "Una vettura in cui ero uno dei passeggeri sembrava sul punto di avere
una collisione frontale ...sentivo di essere staccato dal mio corpo. Ho avuto la strana impressione che una parte di me fosse a parecchi metri di distanza dalle vetture a guardare, con molta calma e obiettività, tutto ciò che stava accadendo, compresa la parte corporeo di me stesso, che era
ancora seduta in una delle auto... Non m'importava nulla che il mio corpo stava probabilmente per essere fatto a pezzi; la morte era senza importanza, ed era evidente che si trattava di qualcosa che sarebbe potuta accadere ad una parte del tutto insignificante della mia natura totale "
Un medico che è sopravvissuto a un incidente aereo ha riferito: "Nel momento in cui diventa evidente che un incidente è inevitabile si perde ogni apprensione."
Il medico ha ricordato una "piacevole consapevolezza" mentre guardava il suo corpo precipitare a circa 200 metri più in basso.
L'alpinista A.C. Benson ha detto di essere caduto in un crepaccio durante una
scalata sulle Alpi: "Il mio primo sentimento fu di divertimento. Ero appeso sopra un immenso baratro ... Hanno tentato di tirarmi fuori, ma non ci riuscivano. Ero certo della morte.
Rimasi appeso così per venti minuti e per tutto quel tempo non ho provato un solo pensiero di paura, anche se lentamente venivo strangolato dalla corda. "
Benson ha confessato d'aver provato una forte delusione per essere stato salvato.
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